LA GRATITUDINE

gratitudine

LA GRATITUDINE E’ UN PREZIOSO PROCESSO ALCHEMICO.

Ogni giorno un bigliettino di ringraziamento a qualcuno, 365 volte l’anno: questo il proposito di Mark Zuckerberg, noto per gli annunci dei propri propositi, per il 2014. Ma cosa è la gratitudine? È il segreto della felicità, a detta di molte ricerche, e il social più positivo della rete, happier.com, le ha dedicato un corso, dove si impara ad alimentarla e a sfruttarla al meglio in soli 21 giorni, per abbattere lo stress e tirar fuori l’ottimismo. È la gratitudine, un sentimento spesso sottovalutato, ma che una volta scoperto diventa uno strumento per aumentare l’energia e la gioia. Ecco 3 buoni motivi per esercitarla.

1) chi sa essere grato è più felice
“Anche se ognuno di noi la conosce, non tutti riescono sempre a comprenderla e ad esternarla”, spiega Alessandro Cozzolino, personal life coach (ww.alcoach.it). “Nella nostra società individualista e poco attenta alle esigenze dell’altro, è molto spesso considerata come una sorta di “impegno affettivo” nei confronti di chi ha fatto o detto qualcosa a nostro vantaggio. Letta così, la gratitudine implica una sorta di “debito” da dover ripagare, che porta a sentirsi in obbligo verso l’altro. In realtà, non dovrebbe essere vista in una dinamica di “do ut des”, ma come un atto di gentilezza, di stima e di amore, che tira fuori il meglio da entrambi le parti”.

2) la gratitudine fa bene, alla salute e alla psiche
Un team di ricercatori di Soul Pancake, new media company americana che si occupa di indagare “grandi temi” esistenziali, nell’autunno scorso ha condotto un curioso studio sulla gratitudine: agli intervistati è stato chiesto di individuare nel ricordo una persona che aveva avuto una grande influenza positiva sulla loro vita, di scrivere ad essa un messaggio di gratitudine e infine, eventualmente, telefonarle per esprimere il sentimento anche a voce. Chi ha ringraziato su carta ha visto aumentare il proprio grado di felicità del 2-4%, chi ha scelto di telefonare ha giovato di un incremento tra il 4 e il 19%. Come imparare a esercitare la gratitudine nella vita quotidiana? Come farne un mezzo per raggiungere la felicità?
A queste domande il personal life coach risponde: tutto parte da se stessi. Tanto più si è grati alla vita per ciò che si è ciò che si ha, tanto più si riesce a dimostrarsi riconoscente per ciò che arriverà. “Per alimentare il senso di gratitudine bisogna smettere di dare tutto per scontato, liberarsi di ogni tipo di aspettativa e tornare a sorprendersi e a meravigliarsi per ogni cosa, come fanno i bambini, che si emozionano di continuo” afferma Cozzolino. È fondamentale provare questo sentimento perché aumenta e accresce la felicità. Lo dimostrano diversi studi scientifici dell’ultimo secolo, sebbene molte delle religioni tra le più antiche lo tramandino da millenni. La pace che si acquisisce tramite la pratica della gratitudine fa bene al sistema immunitario, perché contribuisce a settare la psiche in uno stato di pace, serenità e tranquillità interiore. Questi fattori contribuiscono a loro volta a rilassare i muscoli, in primis quelli del viso, e a innescare connessioni neuronali che producono pensieri positivi. Il risultato è un insieme di benefici che aiutano il corpo e la mente ad affrontare le difficoltà della vita con un atteggiamento diverso, mai controproducente ma sempre proattivo, di fiducia e di ottimismo.

3) saper dire grazie aiuta il rapporto con gli altri
La gratitudine non è mai a senso unico: fa bene a chi la pratica e a chi la riceve. “Il suo più grande vantaggio è che ci fa sentire meno soli e aiuta a renderci consapevoli che siamo tutti interdipendenti, connessi e uniti. Arricchisce il rapporto con gli altri perché crea una relazione ‘win-win’, un’espressione inglese che indica la presenza di soli vincitori e la totale assenza di perdenti all’interno di una data situazione. In altre parole, della gratitudine ne gode sia chi la riceve sia chi la offre. Questo fa sì che la relazione con il prossimo, chiunque sia, migliori in termini di affetto, rispetto e sintonia. Ovviamente, funziona solo se la riconoscenza è autentica, profondamente sentita e non puramente formale” dice Cozzolino.

(http://d.repubblica.it/benessere/2014/01/31/news/psicologia_societ_potere_gratitudine-1988993/)

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